news Giugno 24, 2026

L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha recentemente pubblicato le statistiche ufficiali relative all’AVS e all’AI per il 2025. Dietro le cifre si celano tendenze chiare che devono far riflettere: il nostro sistema previdenziale è evidentemente sotto pressione per svariati motivi e in futuro la situazione potrebbe diventare ancora più complicata.

Se l’orizzonte si preannuncia complesso, la domanda che ognuno di noi dovrebbe porsi oggi è: le assicurazioni sociali saranno sufficienti a garantire il mio tenore di vita o quello della mia famiglia in caso di imprevisto?

Ecco in sintesi cosa indicano i numeri e quali riflessioni impongono.

1. AVS: conti positivi, ma le riserve calano velocemente

Nel 2025 l’AVS ha ottenuto un risultato positivo, guadagnando più di quanto abbia speso: le entrate si sono attestate a circa 55 miliardi di franchi a fronte di uscite di circa 53 miliardi. Tuttavia, il confronto con l’anno precedente mostra che la situazione economica sta peggiorando abbastanza velocemente. Le uscite sono sempre maggiori in relazione a entrate stabili e le riserve stanno diminuendo molto più velocemente rispetto al passato.

Le prospettive a medio termine hanno spinto il Consiglio federale a lanciare un ulteriore allarme: con l’introduzione della tredicesima AVS, il deficit contributivo rischia di salire a 4,2 miliardi di franchi entro il 2035.

Come viene finanziata l’AVS?

  • Circa il 71% proviene dai contributi salariali dei dipendenti e dei datori di lavoro.
  • Poco meno del 20% dal contributo della Confederazione.
  • Il 9% dall’IVA introdotta nel 2020 a favore dell’AVS.

 
Sul fronte delle uscite, ben il 99% è destinato direttamente alle prestazioni in denaro, ovvero al pagamento delle pensioni.

2. Una rendita su tre va all’estero: i dati reali

Un terzo delle pensioni viene erogato all’estero, ma con importi nettamente inferiori rispetto a quelle erogate in Svizzera. Nello specifico, su circa 3 milioni di rendite complessivamente versate, 1 milione è destinato a persone residenti all’estero.

Questo divario si riflette chiaramente nelle cifre medie mensili:

  • Le pensioni versate in Svizzera hanno un importo medio di circa 2’000 CHF.
  • Le pensioni versate all’estero hanno un importo medio di circa 600 CHF.

 
Il motivo di questa differenza è che normalmente i residenti all’estero sono persone che hanno lavorato nella Confederazione solo per pochi anni, maturando così il diritto a una sola pensione parziale. L’85% di queste rendite estere è destinato ai Paesi confinanti con la Svizzera.

I dati rilevati scardinano inoltre un vecchio mito, dimostrando che gli stranieri versano più di quanto ricevono: i cittadini stranieri hanno versato circa il 35% di tutti i contributi AVS, ma hanno ricevuto solo il 18% delle prestazioni. In sintesi: la popolazione straniera è fondamentale per il finanziamento dell’AVS, e non il contrario.

3. Coppie sposate e donne: la penalizzazione del “capping”

Se entrambi i coniugi percepiscono una rendita AVS, l’importo complessivo è limitato a un massimo del 150% della rendita massima individuale, ossia a un tetto massimo (chiamato capping) di 3’780 franchi al mese. Si tratta di una dinamica molto penalizzante, poiché i coniugi percepiscono molto meno rispetto a due persone non sposate.

I dati sono emblematici: quasi il 90% delle rendite versate ai coniugi sono plafonate, e di queste solo circa la metà riesce a percepire l’importo massimo di 3’780 franchi. Questo tema è al centro di un grande dibattito politico, trainato da un’iniziativa popolare che propone l’abolizione del tetto pensionistico per le coppie sposate.

In questo contesto, le donne ricevono molto meno, soprattutto se sposate. Il motivo è da ricercare nella storia lavorativa: le donne hanno generalmente redditi più bassi soggetti ai contributi AVS perché spesso lavorano a tempo parziale o affrontano interruzioni di carriera dovute alla cura dei figli.

4. Assicurazione Invalidità (AI): l’impennata delle malattie mentali

Il numero di nuove rendite dell’Assicurazione invalidità (AI) sta aumentando più rapidamente rispetto agli ultimi 15 anni, tanto che l’AI ha chiuso l’anno 2025 con un risultato operativo negativo. La tendenza è chiaramente in aumento: nel 2025 gli uffici AI hanno ricevuto ben 70’000 nuove domande, mentre nel 2014 erano state circa 50’000.

Il dato più significativo e preoccupante dell’intera statistica è la causa di queste rendite:

  • Quasi la metà delle nuove rendite AI viene concessa a causa di una malattia mentale.
  • Se si considerano tutte le rendite AI erogate specificamente per malattia, la percentuale di quelle dovute a disturbi mentali raggiunge addirittura il 64%.
  • Al contrario, le malattie fisiche (che in passato rappresentavano la causa principale delle prestazioni AI) stanno diminuendo in modo significativo.

 
Questo incremento tocca da vicino le fasce più giovani. Per correre ai ripari, il Consiglio federale sta adottando delle nuove linee guida per una «riforma dell’integrazione» dell’AI, con l’obiettivo di fornire un sostegno mirato ai giovani affetti da patologie. Chi percepisce una rendita AI in giovane età, infatti, la riceverà potenzialmente per decenni, con un impatto economico estremamente importante sia per il sistema sia per la vita del singolo.

Come proteggersi: analisi previdenziale e il Terzo Pilastro su misura

Alla luce di questi dati, è evidente quanto sia importante effettuare una seria e approfondita analisi previdenziale che possa cogliere tempestivamente eventuali lacune. All’analisi deve seguire una strategia che permetta di costruirsi un piano assicurativo “su misura”, capace di evitare gravi difficoltà economiche nel caso si verifichi un evento imprevisto (come una malattia o un infortunio) o al momento del pensionamento.

L’unica certezza è che le verifiche evidenziano quasi sempre delle lacune da colmare. La situazione diventa ancora più delicata quando ci si trova di fronte a:

  • Una famiglia con bambini
  • Nuclei familiari monoreddito
  • Presenza di debiti ipotecari importanti

 
La previdenza individuale (“terzo pilastro”) non può più quindi essere considerata un “optional”, in quanto le assicurazioni sociali da sole non sono più sufficienti per garantire un livello economico adeguato in caso di necessità. Il terzo pilastro, inoltre, offre dei benefici fiscali importanti che sarebbe un peccato non sfruttare.

Poiché questi temi possono essere molto complicati e ostici, una consulenza professionale è fondamentale per affrontarli con chiarezza e sicurezza.

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